Di bozzoli, bruchi e farfalle.

Non per peccare di presunzione ma ad un certo punto la mia vita si è divisa in due epoche, possiamo parlare di vita di Lu avanti Boom e vita di Lu dopo Boom.

La cosa forte è che questa suddivisione non l’ho decisa io volontariamente ma mi è stata come imposta da altre persone.

Per intenderci, io mi sento esattamente io, la solita Lu di sempre, forse più morbida e stropicciata ma bene o male io.

E invece ad un certo punto devo essere cambiata in modo esplosivo, perché dal nulla del nulla ho iniziato a sentirmi dire: certo che sei cambiata, conoscendoti non avrei mai detto che.. aggiungi testo a caso.

Ma non proprio a caso: aggiungi testo a caso pescandolo in questo elenco:

– Non avrei mai detto che avresti imparato a cucinare così bene;

– Non avrei mai detto che saresti stata una mamma così attenta e paziente;

– Non avrei mai detto che avresti imparato a tenere così casa;

– Non avrei mai detto che avresti imparato a cucire così bene tu che non attaccavi neanche un bottone.

(Ora, in merito all’ultima affermazione, non credo che i grandi sarti della nostra storia siano nati con la scienza infusa, ci sarà ben stato un momento della loro vita in cui non sapevano attaccare neanche un bottone, avranno imparato)

Dopo un po’, a furia di sentirmi dire tutte ste cose declinate in ogni variazione possibile ed immaginabile ho iniziato a farmi delle domande, e nel caos due sono emerse di prepotenza:

Ma che cacchio di persona ero prima del Boom? O meglio, il mondo che persona vedeva? Perché io, come ho detto, ho sempre continuato a sentirmi io…

Seconda e forse più importate, perché si sono tutti così stupidi del mio cambiamento?

Cosa c’è di così strano nell’imparare a cucinare, tenere una casa, cucire, fare la mamma?

Non sto dicendo che sia stato semplice però io ho attraversato il cambiamento con serenità, convinta che seppur imparando cose nuove la parte fondamentale di Lu sarebbe rimasta Lu. Si, è stato faticoso, ma non impossibile.

Quindi perché questa trasformazione ha stupito così tanta gente?

In natura tutto cambia: i semi diventano piante che danno fiori, i fiori diventeranno frutti. I bachi si avvolgeranno nei loro bozzoli per uscirne farfalle e via discorrendo.

E una ragioniera è diventata una sarta.

Io non rimango mai stupita del cambiamento, semmai è la fossilizzazione di certe menti che i mi inquieta.

Questo per dire che c’è una buona percentuale di cose nel mondo che sono possibili. E forse, se non possiamo diventare proprio tutto ciò che vogliamo almeno possiamo provarci.

Ma chi è Malù?

Chi è la mente dietro il Lab? Laboratorio Malù sta per: il laboratorio di mamma Lucia. E non solo. Malù è anche un tributo neanche troppo velato alla Coppa Malù della Parmalat, che insieme al tiramisù e le polpette compone la triade indiscussa dei miei cibi preferiti.

Tornando a noi, Malù, prima di diventare di Malù era Santillo Lucia, intrepida ragioniera che aveva fatto dell’incasellare numeri la sua mission.

Se è facile immaginare come dal letame nascano i fiori non è così semplice capire come da una ragioniera possa spuntare una sarta. Diciamo che è stato un concatenarsi di eventi: un contratto a scadenza, un marito molto sexy, una gravidanza e un Labrador bisognoso di coccole.

Anche se adesso sembra il lieto fine delle favole, vivere quei momenti è stato facile come farsi la ceretta da sole.

Anche con tutti gli scleri e lo stress quella era la vita prima, la comfort zone a cui ero abituata.

E’ stato un SONORO BOOM passare da figlia viziata a moglie, da regolarmente occupata a disoccupata, da un fisico ‘normopeso’ a una gravidanza ingombrante…

E in quei giorni dove il mondo sembrava ‘soprasotto’ incappare in una rivista di ricamo a punto croce e iniziare a ricamare tutte quelle belle crocette regolari e simmetriche dava un certo senso di calma.

Quindi si, la metamorfosi si è attuata attraverso un ago e del filo colorato.

Da brava Multipotentialite il solo ricamo non è bastato. Quindi sono iniziati tutta una serie di corsi e di esperimenti: cucito creativo e chilometri di punto festone a mano su improbabili animaletti di feltro (sembrava che avessero avuto tutti un incidente più o meno grave), millemila bottoni attaccati su pezzi di lenzuolo e chilometri di punti a mano ripetuti come un mantra, esperimenti che legavano le dita e fermavano la circolazione con il chiacchierino (prima ad ago e poi con la navetta, of corse) ed infine il corso base Sitam di taglio e confezione. L’epifania!
Dopo aver completato con qualche peripezia il corso base e un ed un pezzo del perfezionamento a livello ‘domestico’ ho deciso che quella era la mia strada: ho iniziato due faticosissimi anni da pendolare avanti ed indietro da Padova, dove ho frequentato il corso professionale da modellista ed ho preso l’abilitazione per insegnare il metodo Sitam in Piemonte.

Infine, un corso di specializzazione di un anno in camiceria da uomo seguito presso l’istituto Montesano di Torino mi ha accompagnato fino ad oggi, agosto 2019.

Ovviamente dal 2009 al 2019 non è cambiato solo l’aspetto lavorativo. I figli da 1 sono diventati 2, i cani da 1 a 3 e il marito… No, il marito è rimasto il sexy marito di sempre.